Formule e rituali Melizzanesi


MELIZZANO MAGICO, L’ARTE DELLO SCRUCIARE, FORMULE RITUALI E PREGHIERE ANTICHE

Un aspetto particolare della tradizione contadina Melizzanese risulta essere quello dello “scruciare” in italiano fare le croci. Questa antica arte ancora non del tutto scomparsa a Melizzano mischia tra loro elementi magici e religiosi ed è praticata da donne anziane ed esperte, depositarie di antichi saperi, apprendevano questa particolare arte dalle loro madri o dalle loro nonne. Nel dialetto melizzanese per definire queste donne esperte in questa particolare arte si dice “ten a man sant” ossia ha la mano santa, ciò a causa della presunta capacità taumaturgica riconosciuta alle preghiere/formule recitate ed eseguite da queste donne.
La tradizione melizzanese individua diverse di queste formule per curare alcune specifiche malattie; alcune necessitano di essere pronunciate in corrispondenza di determinati momenti e contesti del mese, alla cui ripetizione si accompagna come suggerisce il nome stesso lo “scruciare” ossia la ripetizione del segno della croce durante l’esecuzione e la recita della formula di guarigione. Vediamo adesso alcune di queste pratiche melizzanesi, di cui ho riportato integralmente modalità di esecuzione, descrizione e soprattutto la formula da utilizzare; tutto ciò è stato reso possibile grazie al contributo prezioso dei nostri anziani.

  • La prima formula di cui trattiamo è quella per curare la sciatica la quale per la sua esecuzione necessita di essere realizzata in più momenti/sedute, perché essa è in stretta correlazione con le fasi lunari; si inizia infatti il trattamento per la prima volta quando la fase lunare è crescente e si conclude ripetendolo un ultima volta quando la luna è calante. La formula che si deve ripetere per curare la sciatica è la seguente “ngopp a na muntagnell c’ stev nu vicchiariell che faceva la scaiatica, Gesù Cristo, domandava buono vecchio cosa fai? Io faccio la scaiatica! Gesù Cristo camminava e la scaiatica se ne andava  nommn pad,r figlio, spirito santo, amen” mentre si ripete la suddetta formula si fanno delle croci sul nervo sciatico della persona dolorante e nel contempo si praticano dei massaggi sempre sulla parte del corpo interessata, il tutto fino alla conclusione della ripetizione orale della formula.


  • Seconda  formula di cui trattiamo è quella che si usa per curare “à ponta” ossia il dolore alle spalle, essa prevede la ripetizione della seguente formula “san Giuann da la Francia venev, nbont a la lancia na ponta portav, sang apprezzat, precett, crucett, parm i dio nun a tuccà nomn padr, figlio, spirito santo, amen” e si provvede quindi a fare delle croci e contestualmente a massaggiare per tutta la durata della ripetizione della formula la parte del corpo dolorante della persona affetta dal male.
  • Altra formula di cui trattiamo è quella che viene recitata per curare una persona affetta da parassitosi “i vermi” anticamente si ricorreva a questa formula soprattutto con riguardo i bambini, spesso vittima di infezioni e parassitosi intestinali, tuttavia era anche utilizzata per curare semplici mal di stomaco o altre tipologie di dolori collegati all’apparato digestivo, la formula da eseguire facendo croci e massaggi sullo stomaco della persona recita “Lunedì sant, martedì sant, mercoledì sant, giovedì sant, venerdì sant, sabat sant, dummenc i pasqua, ogni verm nderr casc


Ultimo aspetto collegato allo “scruciare” melizzanese è quello collegato al malocchio, nella tradizione popolare melizzanese infatti esiste infine un rimedio infallibile per poter capire e conseguentemente intervenire  se si è stato vittima del malocchio ed è quello di fare “l’uocchio” ne narriamo adesso modalità di esecuzione della formula del malocchio e conseguente formula rituale.  Si prende un piatto fondo e lo si riempie d’acqua dopodiché si aggiungono alcune gocce d’olio. Il piatto viene quindi sollevato sulla testa della vittima del presunto sortilegio, da una persona che sa fare l’uocchio “quasi sempre anziana” e si recita la seguente formula “uocchio  cuntrocchio, fui maluocchio, san Francisc è arrivat e ù maluocchio è schiattat” il tutto lo si ripete per tre volte e al termine di ognuna delle tre ripetizioni si fa il segno della croce delicatamente sulla fronte della persona che si crede essere stata vittima del malocchio. Una volta ripetuta la formula se le gocce d’olio si allargano nel piatto vuol dire che effettivamente la persona è stata vittima del maleficio e quindi la procedura deve essere ripetuta cambiando piatto ogni volta, fino a quando le gocce d’olio nel piatto non si allargano più.

Per una maggiore comprensione e una lettura più agevole di questi particolari riti verranno di seguito riportate le formule dei singoli riti sopra descritti prima nella loro forma dialettale originale e poi in italiano in una traduzione quanto più fedele possibile al rito originale.
Formula per curare la sciatica:
Dialetto melizzanese - “ngopp a na muntagnell c’ stev nu vicchiarill che faceva la scaiatica, Gesù Cristo, domandava buono vecchio cosa fai? Io faccio la scaiatica! Gesù Cristo camminava e la scaiatica se ne andava ommn padr, figlio, spirito santo, amen ”
Traduzione italiana - “sopra una monticello c’era un vecchiarello che faceva la sciatica, Gesù Cristo gli domandò buon vecchio cosa fai? Io faccio la sciatica! Gesù Cristo si avviò e la sciatica se ne andò nel nome del padre del figlio, dello spirito santo, amen”

Formula per curare il dolore alle spalle:
Dialetto melizzanese - “san Giuann da la Francia venev, nbont a la lancia na ponta portav, sang apprezzat, precett, crucett, parm i dio nun a tuccà ommn padr, figlio, spirto santo, amen ”
Traduzione italiana - “san Giovanni venne dalla Francia, sulla cima della lancia portava una punta, sangue benedetto, precetto, piccola croce, in nome di dio non la toccare nel nome del padre, del figlio, dello spirito santo, amen.” In realtà non è stato possibile trovare una traduzione italiana corretta che possa esprimere il termine crucett si è quindi optato per un termine in italiano quanto più somigliante possibile al suo significato dialettale

Formula per curare le infezioni da parassiti intestinali:
Dialetto melizzanese - “Lunedì sant, martedì sant, mercoledì sant, giovedì sant, venerdì sant, sabat sant, dummenc i pasqua, ogni verm nderr casc
Traduzione italiana – “Lunedì santo, martedì santo, mercoledì santo, giovedì santo, venerdì santo, sabato santo, domenica di pasqua ogni verme in terra casca.

Formula per curare il malocchio:
Dialetto melizzanese: “uocchio cuntr uocchio fui maluocchio, san Francisc è arrivat e muluocchio è schiattat”
Traduzione Italiana “occhio contro occhio, scappa malocchio, san Francesco è arrivato e il malocchio è schiattato”


Grazie al prezioso contributo dei nostri anziani siamo anche riusciti a recuperare alcune antiche preghiere della  tradizione popolare locale, una di queste è “u verb e dio” ossia il verbo di dio, una particolare preghiera che va ripetuta per 3 volte in successione e ha molteplici scopi; uno fra tutti è quello di proteggere da alluvioni, dai forti temporali e dalle condizioni metereologiche avverse, questa particolare preghiera serve inoltre a proteggere dal male, o anche da una cattiva morte. Esiste inoltre un'altra preghiera antica che è quella della buonanotte all’angelo che serve a proteggere il sonno, l’abitazione e i familiari di chi la recita, ma anche in alternativa a dare una “santa morte”.

Si elencano di seguito le due preghiere su indicate

U verb i Dio “il verbo di dio”
Dialetto Melizzanese – “ u verb i dio sacc e u verb e dio ric, morto in croce per noi peccatori, na croce si alzerà e Gesù l’abbraccerà, dove la porterà? In un campo di fiori. Ngap e trentatré ann scenn san Giuann cu nu libbr e or mman, leggen e benericenn peccator e peccatric, chi sap u verb e dio chee su ric, chi nun u sap su cerc i mbarà, perché in punto di morte sara domandato cu pen e cu guai sara mparat, chi su dic tre vot a ser nun av paur re cose ner, chi su dic tre vot a nott nun av paur ra mala mort, chi su dic tre vot in gamb nun av paur ri truon e di lamp, truon e lamp fatt a grass chest e a cas e san Biass, san Bias e sant Simon chest è a cas i nostro signor, nostro signor è Gesù Crist, chest è a cas e san Francisc, san Francisc e tutti sant chest e a cas ru Spirito Santo. Spirito Santo e cosi sia ave Maria piena di grazia il signore è con te tu sei benedetta tra tutte le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù, santa Maria madre di dio prega per noi peccatori e nell’ora della nostra morte amen.”
Traduzione Italiana – “ il verbo di dio so e il verbo di dio dico, morto in croce per noi peccatori. Una croce si alzerà e Gesù l’abbraccerà dove la porterà in un campo di fiori. Dopo trentatré anni scende san Giovanni, con un libro d’oro in mano, leggendo e benedicendo peccatori e peccatrici, chi sa il verbo di dio che se lo dica, chi non lo conosce cerchi di impararlo. Perché in punto di morte sarà domandato con pene e con guai sarà imparato, chi lo recita tre volte a sera non ha paura delle cose oscure, chi lo dice tre volte la notte non ha paura della mala morte, chi lo dice tre volte sul momento, non ha paura dei tuoni e dei lampi. Tuoni e lampi fatti di grasso questa è la casa di san Biagio, san Biagio e santo Simone, questa è la casa di nostro signore, nostro signore è Gesù Cristo, questa è la casa di san Francesco, san Francesco e tutti i santi questa è la casa dello Spirito Santo. Spirito Santo e così sia, ave Maria piena di grazia il signore è con te tu sei benedetta tra tutte le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù, santa Maria madre di dio prega per noi peccatori e nell’ora della nostra morte amen.”

Preghiera della buonanotte e o della buona morte.
Dialetto Melizzanese - “Bonanott, l’angel pà port e Maria pà cas, u trist s n’esc e u buon c tras, c tras Gesù e nun l’offendiamo mai mai più. Gesù mio cumpagno mio, accumpagnm stanott che nun facc mala mort, accumpagn riman matin che nun facc mala via, Gesù Giuseppe e Maria, soccorretemi salvatemi così sia, Gesù Giuseppe e Maria vi dono il cuore e l’anima mia, Gesù Giuseppe e Maria assistetemi nell’ultima agonia, Gesù, Giuseppe e Maria spiro in pace con voi e l’anima mia.”
Traduzione Italiana - “ Buonanotte l’angelo alla porta e Maria per la casa, il triste se ne esce e il buono entra, entra Gesù e non lo offendiamo mai mai più. Gesù mio compagno mio accompagnami questa notte affinché io non faccia una cattiva morte, accompagnami domattina affinché io non prenda una cattiva strada , Gesù Giuseppe e Maria, soccorretemi salvatemi così sia, Gesù Giuseppe e Maria vi dono il cuore e l’anima mia, Gesù Giuseppe e Maria assistetemi nell’ultima agonia, Gesù, Giuseppe e Maria spiro in pace con voi e l’anima mia.”


L’operatore volontario Insogna Marcello
Servizio Civile Universale 2020/2021
Comune di Melizzano