Giulia Gambacorta

Nasce a Napoli nel 1598 da Cesare e da Camilla Caracciolo. Ancora giovane, si trasferisce a Frasso,  al seguito della sorella Maria, moglie del Principe Scipione Gambacorta.
Sceglie di vivere a Frasso stabilmente, conducendovi una vita di pietà e di carità. Non sappiamo quando, ma certamente sin dalla giovinezza, sceglie di seguire la regola del Terzo Ordine Francescano e di vivere al pianterreno di in palazzotto sito dietro la Chiesa Collegiata del Corpo di Cristo e propriamente nel casale detto “li Calvani” separata dalla sorella D(onna) Maria Gambacorta. 

Possiede un consistente patrimonio personale ereditato dallo uno zio paterno Orazio, che, dandosi alla carriera militare, aveva accumulato molte ricchezze ed  al servizio degli Spagnoli, era stato tra i 22 capitani napoletani che dovevano intervenire alla spedizione delle Isole Terziere (Azzorre). 
A dare una svolta nella sua vita interviene, nella prima metà del 1600, l’arrivo a Frasso dell’immagine della Madonna di Campanile, una statua lignea del XII secolo, già appartenente alla cappella di una grancia benedettina in contrada Campanile, poi crollata, e, secondo la tradizione popolare, miracolosamente ritrovata da un pastorello sotto i ruderi dell’antico oratorio. L’evento e i fatti straordinari connessi, che avevano suscitato un grande entusiasmo ed una grande devozione popolare, la indussero a volgere i suoi progetti di bene verso il culto della taumaturgica Immagine e verso i poveri di Frasso. Fu così che, non senza difficoltà e opposizioni, soprattutto ad opera del cognato Scipione, uomo rozzo e violento, “designò edificare una Chiesa e un Monastero di Monache acciò continuamente cantassero le lodi di Dio e della Beata Vergine...e con pubblico istrumento donò  a detta Chiesa tutti i suoi beni stabili. (Archivio storico diocesano di Sant’Agata dei Goti, Miscellanei Nuovi, Vol XXVIII, pp.136-137)” Tale Istituzione  avrebbe dovuto ospitare quindici fanciulle “civili” povere con la loro maestra.
 
Il testamento  fu dettato nel 1655 al Notaio Marco Brancone, della Terra di Frasso. Ma per  realizzare il suo progetto, la principessa deve affrontare enormi difficoltà  provenienti soprattutto dal Principe Scipione Gambacorta, che non gli corrisponde le rendite della sue proprietà. Il 20 gennaio 1657, acquista terreni e case in Via Portella e ottenuto l’assenso del Vescovo Diocesano, Mons. Campanella, in data  3 aprile 1658,  inizia i lavori della costruzione della Chiesa, già terminata nel 1661 e posta sotto lo  Juspatronato dell’Università  di Frasso. Si tratta di un primo piccolo edificio, che viene completamente ampliato e ricostruito nella attuali dimensioni nel 1701.  
 Nel 1663, pochi mesi prima della morte della Principessa, viene a mancare, senza figli, suo nipote il principe Pompeo, figlio di Scipione ed ultimo discendente maschio dei Gambacorta di Frasso, lasciandola erede dell’intero patrimonio del casato. 
Con un codicillo al testamento, Giulia destinerà anche questi cospicui beni alla sua Opera, che sarà completata con l’inaugurazione del  Conservatorio per le fanciulle civili povere, annesso alla Chiesa, dopo infinite diatribe dei Frassesi e il provvidenziale intervento del Re Carlo III di Borbone, nel 1741, quando giungono a Frasso anche le Monache carmelitane. 
All’età di 65 anni, Giulia Gambacorta muore piamente a Frasso, nella propria casa, il 30 settembre 1663 e viene sepolta nella Chiesa della Madonna di Campanile.

(Cfr. V. Di Cerbo, Giulia Gambacorta, in Dizionario biografico delle Terre dei Gambacorta di A. Gisondi – V. Di Cerbo – G. Aragosa, ed. IL CHIOSTRO, Benevento 2006).