Il Duca Lucio Caracciolo D'Aquara

Nasce a Lucera il 30 maggio 1898, secondogenito del duca Vincenzo e dalla duchessa Ottavia Spinelli.
Dopo gli studi umanistici, si laurea prima in Giurisprudenza e poi in Lettere e in Scienze Politiche. Giovanissimo si trasferisce a Roma, dove inizia la carriera giornalistica. A soli 27 anni viene chiamato a Rovigo a dirigere il Corriere del Polesine, ricevendo numerosi encomi come più giovane direttore di testata. E’ inviato di vari giornali in Egitto, America Latina, Cuba e Russia, dove viene arrestato e tenuto a lungo prigioniero. Al rientro scrive l’Isola Rossa e successivamente pubblica numerosi altri libri. A Roma frequenta il fior fiore del mondo della cultura e dell’industria.
Nel 1934 sposa Beatrice Piromallo Capece e viene adottato dallo zio Barone Vincenzo Meoli di Melizzano. Alla morte dello zio eredita il Castello di Melizzano, dove Pirandello scrisse numerosi racconti ed Eduardo De Filippo ambientò una delle sue commedie di maggiore successo “De pretore Vincenzo”.

Melizzano che il giovane Lucio conobbe tardi e che in principio parve un esilio, rivestì un ruolo di primaria importanza nella sua vita: fu lì che volle nascessero i suoi tre figli e lì, tra un viaggio e l’altro, amava ritirarsi a scrivere e a meditare e ad ospitare i suoi amici.
​​​​​​​Anche se della politica non ebbe un buon concetto, per un periodo rivestì anche al carica di podestà di Melizzano. Tra le sue passioni vi furono, oltre allo scrivere, le lingue (ne parlava sette) la musica, il cinema. Per circa vent’anni continuò a scrivere per IL MATTINO e per IL ROMA, collaborando altresì con svariati settimanali. Morì a Roma il 26 febbraio 1963, in seguito ad una banale operazione chirurgica.

 
(Cfr. Dizionario Biografico delle Terre dei Gambacorta, a cura di A. Gisondi. V. Di Cerbo e G. Aragosta, Ed. Il Chiostro, Benevento 2006, pp. 37-40)