La Chiesa della Madonna di Campanile

La Chiesa della Madonna di Campanile di Frasso, il più bell’edificio sacro delle Terre dei Gambacorta, fu inaugurata nel 1701.
Essa sorse, in sostituzione dell’antico edificio costruito nel 1658 dalla Principessa Giulia Gambacorta per accogliere la miracolosa statua lignea della Madonna, opera del secolo XII, ma ritrovata in contrada Campanile agli inizi del 1600 e subito portata trionfalmente a Frasso, dove venne ripreso il culto che ab immemorabili i Frassesi le tributavano nell’antico Sacello campestre.

La nuova Chiesa, a croce latina con unica navata sormontata da una bella cupola, fu costruita dai Frassesi, attingendo al ricco patrimonio della Principessa e fu inaugurata dal vescovo di Sant’Agata dei Goti, Filippo Albini, in attesa della costruzione dell’attiguo  Monastero. Questo venne effettivamente ultimato soltanto molti anni dopo, nel 1742, quando, dopo interminabili contrasti, il Re Carlo III di Borbone nominò delegato e protettore dell’erigendo Conservatorio per fanciulle civili povere, voluto dalla Principessa Giulia Gambacorta , don Antonio Magiocco, Consigliere della Reale Camera. Terminata la costruzione del Monastero,  giunsero a Frasso le Monache Carmelitane della Beata Serafina di Capri.

Ad abbellire la nuova Chiesa tra il 1742 e il 1743 vengono chiamati ottimi artisti del tempo. L’altare maggiore è affidato al marmoraio napoletano Domenico Astarita, i bellissimi e festosi stucchi ai Maestri Antonio e Gennaro Canelli e importanti tele a Michele Foschini (S. Maria del Soccorso con San Sebastiano e San Rocco),  a Michelangelo Schilles (S. Gennaro) e a Vincenzo Fato da Castellaneta (Apparizione della S. Famiglia a S. Teresa), tutti discepoli del Solimena, famoso pittore napoletano del ‘700. Successivamente, su proposta del Vescovo diocesano, S. Alfonso Maria de’ Liguori, nel 1765, fu affidata al pittore Paolo De Maio, altro allievo del Solimena, il grande quadro della Vergine con 4 Monache Carmelitane, attualmente sulla desta dell’Altare Maggiore, ma che nelle intenzioni del Santo, contrastate dai Frassesi,  avrebbe dovuto sostituire l’immagine della Madonna di Campanile. Alle Monache del Conservatorio S. Alfonso donò il bellissimo Bambinello, tuttora custodito nella Chiesa.
Con l’arrivo nel Monastero della Suore della Visitazione (1812) la chiesa si dotò di preziose suppellettili liturgiche e di alcune pregevoli statue (S. Vincenzo Ferrer, Addolorata, Cristo morto) e di due tele raffiguranti la Visita di Maria a S. Elisabetta e l’Apparizione del S.Cuore di Gesù a S. Margherita Maria Alacocque, di autore ignoto. Attualmente nella Chiesa sono custoditi anche due ritratti dei santi fondatori delle Suore della Visitazione: S: Francesco di Sales e Santa Giovanna Francesca Frémiot di Chantal, un tempo nel Monastero. Vi si possono ammirare altresì due tele secentesche di S. Gaetano Thiene e di S. Pasquale Baylon, come pure un Crocifisso ligneo del 1400, antecedenti alla costruzione dell’edificio sacro.

Recentemente sono stati realizzati una delicata Via Crucis, opera del pittore Mario Tonicello di Mestre e gli altorilievi di S. Alfonso Maria de’ Liguori e di S. Pio da Pietrelcina, opere dello scultore Gianpaolo Stella di Mestre.

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