Parco Regionale Taburno Camposauro

Il Parco Naturale Regionale Taburno-Camposauro, istituito il 6 novembre 2002, si estende per 12.370 ettari nella provincia di Benevento e ospita una popolazione di circa 25.000 abitanti. Nato per la tutela del massiccio Taburno-Camposauro, che fa parte dell’Appennino Campano, il Parco offre pregevoli risorse naturali e paesaggistiche in un contesto di notevole interesse storico, culturale e di tradizioni. Il massiccio, che culmina nelle vette del Taburno (m. 1394), Camposauro (m. 1388) e Pentime (m. 1170), si erge con versanti molto scoscesi dalla Valle del Calore, o Valle Telesina, a nord, che lo separa dal Matese, e dalla Valle Caudina a Sud, che lo separa dal Partenio, mentre a levante e a ponente digrada più dolcemente verso due corsi d’acqua minori, lo Jenga e l’Isclero. Visto dal lato est il profilo del massiccio ricorda quello di una donna sdraiata: è questo il motivo per cui è chiamato anche la Dormiente del Sannio.

Flora
Oltre che per la rigogliosa vegetazione dei campi coltivati a frutteti, vigne e oliveti, il territorio del Parco, si caratterizza per la vegetazione spontanea della macchia mediterranea, completata da piante officinali, robinia, querce, ginestre, castagni, lecci, faggi, pini, abeti, acero e carpino. 
Le conche (Campo Cepino, Campo Trellica e Piano Melaino), in maggio inoltrato ospitano stupende fioriture di Viole e di Orchidee.

Fauna
Allo sguardo attento di chi passeggia lungo le vie o i sentieri del parco, si presentano varie specie di animali tra cui: il cinghiale, la volpe, la lepre, il fagiano, lo scoiattolo, la cornacchia grigia, il merlo, il riccio, la talpa. 
Il visitatore, alzando lo sguardo, può scorgere il volo maestoso della Poiana e del Falco Gheppio. 
Sono inoltre presenti: popolazioni di anfibi e rettili, tra cui l’Ulone dal ventre giallo (Bombina variegata), il Biacco o il Saettone;
una colonia di corvo imperiale, diverse specie di uccelli rapaci (boschi di alta quota, rupi), i picchi (alberi vecchi), e tra gli uccelli più comuni, la Cincia Mora, la Cinciallegra, lo Sricciolo, il Pettirosso, il Colombaccio ed il Tordo sassello.

La Foresta demaniale del Taburno 


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